Il turista che giunge in terra di Romagna non può sottrarsi ad una visita alla città (di origini umbre) che anticamente Plinio segnalava per i suoi vini pregiati, che ricopriva un ruolo strategico di difesa dell'imbocco della valle del Savio a tal punto da essere menzionata da Procopio, lo storico della guerra greco-gotica (VI secolo), che viene ricordata da Dante Alighieri a che ha dato i natali a due papi (Pio VI Braschi e Pio VII Chiaramonti) e ne ha adottato un terzo (Pio VIII), ragion per cui e' chiamata "la città dei tre papi".

D'altra parte la quattrocentesca Biblioteca Malatestiana è un "gioiello" unico (sia per l'architettura che per la preziosità dei codici) da non lasciarsi sfuggire e la possente Rocca è un capolavoro intatto di ingegneria militare, visitato dallo stesso Leonardo da Vinci che ne eseguì il rilievo della cinta muraria per conto di Cesare Borgia (1502). Nel XVII sec. fu costruito il Ponte Vecchio (già Ponte Clemente costruito su progetto di Pietro Carlo Borboni, 1733-1773).

Il centro storico interamente restaurato, i palazzi, l'ottocentesco Teatro "Alessandro Bonci", le numerose chiese arricchite da opere d'arte di notevole pregio e i musei recentemente riordinati e aperti al pubblico contribuiscono a fare di Cesena una meta davvero interessante.

Da non dimenticare l'aspetto gastronomico che può rendere ancora più piacevole la sosta a Cesena: nelle numerose trattorie (ubicate soprattutto nelle vicine colline) si possono gustare i piatti locali, la "pièda" e i vini romagnoli fra i quali non possiamo non ricordare il sangiovese e la celebre albana.

Una città, dunque, che, anche per la cordialità dei propri abitanti, rimarrà nel cuore di quanti avranno la ventura di visitarla.